Approfondimenti 2009-2010

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SPECIALE FINALE DI COPPA ITALIA
 
Finale Coppa Italia Promozione
Caravaggio - 12/05/2009
 
SAN PAOLO D'ARGON - S. ANGELO     7 - 6 (0-0 dopo i supplementari)
Marcatori : sequenza dei rigori: Colleoni gol, Ticli gol, Rovaris gol, D'Onofrio gol, Salvi parato, Roccati gol, Gatta gol, Ghidelli gol, Maspero gol, Rotta parato, Vanoncini gol, Guarnieri gol, Brevi gol, Sabbioni gol, Baldi gol, Abad parato.
 
Formazioni :
SAN PAOLO D'ARGON : Catti, Morotti (9' sts Brevi), Fernandez (42' st Arici), Bentil (14' pts Rovaris), Salvi, Baldi, Caldara (41' st Vicini), Vanoncini, Gatta, Maspero, Bellina (25' st Colleoni).
Allenatore : Bonacina
 
S. ANGELO : Razzetti, Giupponi, Abad, Rotta, D'Onofrio, Forni, Roccati, Ticli, Ghidelli, Guarnieri, Marzani (34' st Sabbioni).
Allenatore : Dellagiovanna
 
Arbitro : Oggioni di Monza
 
Note: spettatori paganti 1650, dei quali più di un migliaio provenienti da Sant'Angelo.
 
Calcio - Coppa Italia di Promozione Finale carica di emozioni, Rotta e Abad sbagliano dagli 11 metri
S. Angelo, i rigori rovinano la festa
La lotteria dal dischetto premia il San Paolo d’Argon

CARAVAGGIO Il sogno della storica doppietta svanisce dagli 11 metri. Il San Paolo d'Argon si aggiudica la Coppa Italia di Promozione dopo la lotteria dei calci di rigore e il Sant'Angelo maledice una sera stregata. L'improvviso forfait di Rubino e il rigore fallito da Roccati nel secondo supplementare le uniche note stonate di una gara tesa e complicata, al capolinea di una stagione comunque indimenticabile per la vittoria in campionato.
Avvio lanciato del Sant'Angelo; Roccati mette al centro dal fondo, Catti devia e poi D'Onofrio tira alto. Il San Paolo replica subito. Maspero lancia Gatta sulla sinistra, diagonale mancino e respinta con i pugni di Razzetti. Si ribalta il fronte di gioco ed è di nuovo Sant'Angelo con Ghidelli, che pescato da Ticli gira di testa impegnando Catti. La gara non concede tregua e al 10' è clamorosa l'occasione fallita dai bergamaschi; Maspero costringe al difficile intervento Razzetti, la sfera balla in area, Bellina scivola al momento di ribadire e poi Gatta sciupa. I ritmi infernali d'inizio gara vengono meno col passare dei minuti, e al 25' il San Paolo è ancora dalle parti di Razzetti; angolo di Maspero, stacco imperioso di Gatta e palla che sfiora il palo. Un calcio piazzato del solito Maspero, deviato dalla barriera, comporta qualche patema a Razzetti (parata in due tempi), poi si fa vedere Giupponi in proiezione offensiva con un traversone lungo dalla destra che coglie la traversa.
La ripresa si apre con una discesa di Fernandez e con Bellina che spedisce alto dal limite. Ma i giocatori di Bonacina premono forte e al 7' vanno vicini al vantaggio; cross da sinistra del veloce Bellina, Caldara si fa respingere il tiro da Abad e poi Gatta calcia alle stelle. Al quarto d'ora, Forni pesca Ghidelli sul palo lontano, ma il puntero rossonero non sfrutta, mentre Roccati, poco dopo, chiama in due occasioni ravvicinate Catti a difficili parate. Come al 19', quando su colpo di testa di D'Onofrio è strepitoso a smanacciare d'istinto sulla riga di porta. Cresce il Sant'Angelo e con esso Ghidelli: che al 23' gira di testa a fil di palo su traversone di Marzani e dopo, sempre d'inzuccata, spedisce fuori di pochissimo un corner di Roccati. I crampi colpiscono in serie Marzani, Gatta e Fernandez. Si va ai supplementari, giocati a ritmi bassissimi con il Sant'Angelo a menare le danze; un liscio a passo blando che produce il tiro di Ghidelli respinto da Catti a metà frazione. Colpo di scena invece al 5' del secondo supplementare; Guarnieri viene messo giù in area da Vicini, rigore di Roccati ma la palla esce. Botta tremenda di Roccati, miracolo di Catti al 12', tiro a lato di un soffio di Rovaris al 13', espulsione per Forni 1' più tardi (doppio giallo) e si va ai calci di rigore. Vincono i bergamaschi, ma il Sant'Angelo esce a testa alta.
Matteo Talpo

 
Rossoneri delusi per la “doppietta” sfumata: la Coppa Italia è andata al San Paolo
Roccati non si perdona l’errore dal dischetto: «Scusami Sant’Angelo»

CARAVAGGIO La delusione per la faticaccia resa vana dai tiri dal dischetto e la consapevolezza che il Sant’Angelo non ha tradito i suoi numerosi e instancabili supporter. È questo quello che rimane della lunghissima finale di Coppa Italia di Promozione andata in scena mercoledì sera a Caravaggio, in una cornice davvero esaltante e tra due squadre che hanno onorato alla grande l'impegno.Ha avuto ragione il San Paolo d'Argon, ma il Sant’Angelo ha fatto la sua parte e anzi è la squadra che deve rammaricarsi maggiormente per aver sprecato le ghiotte occasioni del rigore fallito da Roccati nel secondo supplementare e per essersi fatta rimontare proprio all'ultimo penalty della serie di cinque per l'errore di Rotta, al di là delle opportunità create in partita e che hanno esaltato alla grande i due portieri. L'atteggiamento di Jonathan Roccati alla fine è la lettura triste e avvilita di chi ha veramente dato tutto ma non ha raccolto niente: «Avrò pure giocato bene come dite voi,ma non è servito granché, perché se segnavo quel rigore vincevamo noi e invece ho sbagliato e poi è cambiato tutto. Abbiamo vinto il campionato e questo è stato un grosso traguardo,ma il dispiacere è tanto per non aver fatto il bis, perché non capita tutti gli anni di arrivare a una finale di Coppa Italia ». La prende con un po' più di filosofia “Rume” Guarnieri che ha trascinato i barasini con i suoi gol durante tutta la stagione e che è stato frenato da questi bergamaschi con una marcatura arcigna: «È inutile negare che ci rimani male perdendo così, però è stata una bella partita nonostante lo 0-0, con occasioni in equilibrio. E in gare come queste va sempre a finire che a decidere è un episodio e stavolta è andata male a noi. C'è rammarico,ma nel calcio capita: ci consoliamo con la grande stagione e il campionato vinto, anche se è evidente che poi viene l'acquolina in bocca...». Il sostegno alla squadra per la grande prova è arrivato naturalmente dal pubblico al seguito e dalla dirigenza al gran completo, passata alla fine negli spogliatoi a consolare i giocatori. Eloquenti sono le considerazioni del direttore generale Cristiano Devecchi: «Questi ragazzi sono l'orgoglio di una città e la dimostrazione è venuta dai nostri tifosi che, nonostante la sconfitta, non si sono lasciati andare a scene di intemperanza, ma hanno solo applaudito e acclamato i loro beniamini. È stato il segnale del grande attaccamento e della riconoscenza dopo una grande prestazione». Gli fa eco il direttore sportivo Mario Fiore: «Siamo comunque contenti, anche se perdere ai rigori e aver avuto due volte l'occasione di vincere ti lascia molto amaro in bocca. Però dopo una stagione strepitosa come questa puoi solo fare i complimenti ai ragazzi. Sono molto demoralizzati per la sconfitta e bisogna capirli, però siamo felici per quanto hanno dimostrato in campo. Adesso ci rilassiamo qualche giorno e poi torneremo a lavorare in vista della nuova stagione». E con un tesoro così, ripartire sarà più facile.
Paolo Zanoni

 
Rotta ringrazia i mille tifosi: «Sono stati eccezionali»

La quiete dopo la tempesta. Caravaggio, mercoledì scorso, oltre che dal solito violento acquazzone che sta rendendo più inglese che mediterranea la nostra primavera, è stato scosso anche da un seconda tempesta; invece del nero e grigio di un cielo plumbeo e carico di pioggia, i colori di questa erano rossoneri e al posto di tuoni e fulmini arrivavano cori ed entusiasmo. Si tratta dell’impressionante trasferta organizzata dai tifosi barasini in occasione della sfortunata finale di Coppa Italia persa ai calci di rigore contro il San Paolo D’Argon. A fine gara, gli spettatori paganti superavano addirittura le 1600 unità e almeno un migliaio di queste provenivano da Sant’Angelo. Un esodo di massa che per una sera ha fatto rivivere ai rossoneri quelle atmosfere classiche dei decenni passati, quando la tifoseria barasina era riconosciuta come la più numerosa e calda del nostro calcio, ma non solo: «Mercoledì, i nostri tifosi sono stati eccezionali - commenta Alessandro Rotta a qualche giorno di distanza - e credo che ancora una volta si siano confermati come la realtà maggiore non solo per la nostra categoria, ma credo anche per categorie ben superiori. Ci sono stati vicini prima, durante e addirittura dopo la gara, quando l’amarezza per la sconfitta non ha intaccato il loro amore nei nostri confronti». Rotta rivela un fatto sconosciuto ai più: «Quando abbiamo fatto ritorno da Caravaggio ormai nella notte, alla discesa dal pullman siamo stati accolti in trionfo da una marea di tifosi che ci ha tributato un omaggio per la stagione intera. Mai visto nulla del genere prima d’ora». La figura di Rotta è accostabile, per carisma e sviluppi della finale di Coppa, a quella di John Terry del Chelsea, che fallì il quinto rigore, quello della possibile vittoria in Champions due anni fa: «Ci metterò del tempo a smaltire la rabbia in quanto abbiamo fallito due enormi occasioni: prima con Roccati, sempre su rigore, e poi con me al rigore che poteva essere decisivo».

Articoli tratti da "Il Cittadino"