Approfondimenti 2010-2011

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La neopromossa si è salvata ma aveva altre ambizioni
Bilancio Sant’Angelo, più ombre che luci

SANT'ANGELO LODIGIANO Eppure sono trascorsi solo dodici mesi. Nel maggio dell'anno scorso, proprio in questo periodo, il Sant'Angelo viveva il momento più esaltante di una stagione quasi trionfale: il successo in campionato dopo il testa a testa con il Vittuone e l'oceanica trasferta organizzata dalla tifoseria in occasione della finale persa ai rigori contro il San Paolo d'Argon a Caravaggio in Coppa Italia. Dodici mesi dopo, la musica è ben differente. La stagione dell'agognato ritorno nella massima serie regionale va infatti in archivio con qualche luce ma anche con molte ombre: sotto i riflettori, fanno bella mostra di sé le vittorie nei derby col Bano all'andata (2-0 al "Chiesa") e l'indimenticabile successo alla "Dossenina", espugnata grazie a un roboante 0-3 e resa ancor più significativa dall'esodo di massa barasino alla volta di Lodi. Certo, per la società assume un valore enorme il ritorno della Juniores di Paolo Daccò nella fascia regionale A; ma la gioia del settore giovanile si scontra con il bilancio della prima squadra. E qui si addensano nubi, si allungano ombre. Sia chiaro: terminare a 44 punti con la matematica certezza di evitare i play out già a 4 giornate dal termine sarebbe da valutare come un successo per una neopromossa; ma le premesse al via erano altre. La campagna acquisti estiva di gran peso specifico, i seguenti ritocchi in corso d'opera, l'avvicendamento di tre allenatori in panchina e le troppe lunghe battute d'arresto: questi i temi negativi intorno ai quali, c'è da starne sicuri, verteranno tutti i pensieri della dirigenza rossonera in ottica futura. Sullo sfondo, il film del campionato. L'avvio di Dellagiovanna promette bene, anche se gli infortuni non concedono tregua da subito: Loprieno e Mariani, i due colpi da novanta del mercato, si fermano ai box, ma il Sant'Angelo avanza lo stesso. Il primato solitario in classifica alla terza e un buon cammino nell'amata Coppa Italia illudono tifosi e addetti ai lavori. Ma il sogno dura poco e se l'Inveruno, ai quarti, è il capolinea in Coppa, l'Insubria dell'ex Uzzardi è l'ultima stazione di Dellagiovanna, esonerato alla settima sconfitta in sedici giornate e avvicendato poi per un turno da Walter Cadenazzi. Il nuovo anno comincia con Beppe Degradi in panchina, uomo dal passato nobile al fianco di Novellino a Piacenza, a Genova sponda Samp e nel Torino. Altro avvio col botto, con ben 16 punti nelle prime 6 gare del 2011, ma altra illusione; dal successo di Villanterio fino all'altroieri con l'Oltrepo solo 2 vittorie e ben 9 sconfitte. Entrambi gli allenatori, considerando l'unica esperienza di Cadenazzi come fosse di Dellagiovanna, hanno ottenuto 22 punti a testa e la riflessione sorge spontanea: il sarto di turno lavora con la stoffa di cui dispone. Un tessuto fragile, come si è visto, sia da un punto di vista fisico sia, probabilmente, caratteriale.
Matteo Talpo

Articoli tratti da "Il Cittadino"