Approfondimenti 2015-2016

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Calcio - Prima Categoria La vittoria di domenica a Casalbuttano ha riportato i rossoneri in Promozione a soli due anni dal fallimento del club e dalla ripartenza dal purgatorio della Terza Categoria
Sant’Angelo, dove eravamo rimasti?
La rimonta di San Biagio e Romanengo ha solo reso più “gustoso” il trionfo della squadra di Alberto Palesi

Sant'Angelo Lodigiano «Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?». Così cantava Lucio Battisti e così (forse) dirà dal prossimo settembre qualche rivale del Sant’Angelo. Perché il club rossonero, “condannato” nell’aprile 2014 da Simone Lucariello al fallimento («Se nessuno verrà a darmi una mano il Sant’Angelo sparirà», tuonava l’allora patron), è già tornato in Promozione. Il sodalizio barasino si sciolse per l’abbandono della proprietà, spaventata dall’ineludibile monte di debiti contratto dalle gestioni precedenti con federazione e tesserati, ma a meno di due anni di distanza la storia ricomincia grazie alla vittoria in Prima Categoria sancita dal 2-1 di domenica a Casalbuttano con gol di Carabelli a pochi secondi dalla fine del recupero lungo ben 7 minuti.
Storia recente della fine (per ora) di una marcia iniziata proprio nell’aprile 2014 dalla storica sede della tifoseria presso il Club del Ponte, nelle stesse serate in cui Lucariello, da Milano, intonava il “de profundis” rossonero. Undici santangiolini, poi diventati dieci, dissero “no” alla sparizione del calcio in riva al Lambro, dando il via a un progetto nuovo divenuto poi realtà. Il ritorno in Promozione conduce nuovamente il Sant’Angelo nel calcio dilettantistico a respiro maggiore, per così dire, a un passo dall’Eccellenza, la massima espressione regionale: qualcosa forse di impensabile dopo la ripartenza dalla Terza Categoria, il punto più basso in cui cadere, calcisticamente parlando.
Che fatica però tagliare il traguardo di Casalbuttano. La corsa della squadra affidata due anni fa ad Alberto Palesi (mister amareggiato dal mondo del calcio che non aveva nascosto velleità di ritiro) è stata un’apnea lunga un anno e un mese, seguita poi dal passo regolare di questi ultimi tempi, quando San Biagio e Romanengo hanno cominciato a riempire il largo solco scavato all’inizio dai rossoneri. Accadeva infatti che dopo l’en plein in Terza (26 vittorie su 26) e il “salto” estivo della Seconda grazie all’acquisizione dell’Acop Zelo (società rimasta senza impianto sportivo), il Sant’Angelo aveva accarezzato addirittura il sogno di stabilire un primato quanto meno europeo, stando alle statistiche ufficiali: battere il record del Ponsacco di 33 vittorie consecutive in campionato. Niente sogno, il risveglio fu imposto lo scorso 11 ottobre dalla vittoria allo scadere del Salvirola, anch’esso tra gli inseguitori ma poi dileguatosi, che stoppò la striscia barasina a quota 31 successi. Il recente arrivo al fotofinish non è stato causato da un forte rallentamento rossonero (33 punti nell’andata, 31 in un ritorno comunque balbettante) bensì dall’accelerazione del Romanengo e del San Biagio, che battendo proprio i rossoneri avevano riaperto la corsa al vertice.
Il gol al “sette” grazie al quale Fausto Carabelli (un ex fanfullino…) domenica ha scongiurato lo spareggio con i codognesi, fino a quell’istante appaiati al primo posto in classifica, apre un nuovo corso in riva al Lambro e ridà al calcio regionale una società certamente storica. La passione e il tifo infatti sono gli stessi di sempre; magari non paragonabili a quelli degli anni Settanta in Serie C, ma pur sempre unici o quasi. Ancora tu? Eh già.

Articoli tratti da "Il Cittadino"