Approfondimenti 1973-1974

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Il S. Angelo conferma i sedici della promozione

A Sant'Angelo Lodigiano, ieri c'è stata festa grande (Banda di San Colombano preceduta dalle Majorettes, palloncini che disegnavano una grande "C" liberati in volo, inno della Nazionale scritto da Marino Marini cantato in anteprima). Partita di chiusura delle trentaquattro giornate di campionato fatta apposta per esaltare ancor di più la già conquistata promozione in Serie C con largo anticipo. Ospite del Comunale la seconda e, manco a farla apposta, quella Pro Patria che per il suo passato, neppure troppo remoto, di Serie A, di B e di C (sua sede "naturale" dalla quale è rimasta impietosamente scalzata), era da considerarsi doppiamente l'antagonista più illustre debellata in classifica. Si trattava di stabilire se i rossoneri volessero andare fino in fondo con l'impegno e accrescere il vantaggio che già era fissato in sette punti, oppure, deconcentrati (come è voga a promozione assicurata) lasciare l'iniziativa agli avversari e con essa la "magra soddisfazione" di una vittoria. I ragazzi di Guerrino Rossi non hanno frenato lo slancio e sono andati fino in fondo alla vittoria, concedendo ai bustocchi appena il gol dell'onore a due minuti dal termine sul 2-0. L'opera, esaltante, era così compiuta: 51 punti, nove di vantaggio sulla seconda (record fra tutti i nove gironi), 21 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte; 40 gol fatti e 15 subiti. Mike Bongiorno, ospite d'onore, aveva dato il calcio d'inizio e, dopo quattro minuti, il Sant'Angelo andava in gol con Gorno, raddoppio alla mezz'ora di Servidei e risultato dimezzato nel finale da Fortunato.
Esultanza a non finire fra il pubblico, giocatori portati in trionfo, canti, applausi e lacrime di gioia. La folla, ossequiosa anche nell'esultanza, fa ala a Gianni Brera, al presidente Carlo Chiesa, al vice presidente e direttore sportivo Alberto Ballarin.
Il Sant'Angelo in C è fatto clamoroso, se si pensa alla società come espressione di una città di undicimila o poco più abitanti. Ma se si guarda a fondo, se si indirizza l'attenzione alla persona che è stata l'artefice di questo successo, allora non si può parlare più di evento clamoroso ma di fatto normale:
"Con un presidente così, non si può che vincere" dice il d.s. Ballarin. Il dottor Carlo Chiesa è un milanese che ha creduto nel calcio di provincia e per di più in una zona calcisticamente sottosviluppata della Lombardia, forse la più sottosviluppata quale il Lodigiano.
Se tanto mi dà tanto (promozioni in serie), che cosa si progetta per questo Sant' Angelo formato Serie C che andrà a competere con i vari Mantova, Monza, Lecco, Venezia, Udinese? Ballarin così ci ragguaglia:

Mascheroni libero di lusso
"Come emanazione di una città di undicimila abitanti, il Sant'Angelo non può avere che ambizioni modeste, ma siccome la modestia è una virtù poco apprezzata, credo proprio che non riusciremo ad essere modesti".
Come primo atto c'è stata la conferma dei sedici giocatori della rosa. "Il Sant'Angelo non venderà nessuno; non saremo presenti né all' Hilton, né altrove dove si fa mercato" dichiara Ballarin, e la cosa, in bocca a lui, ci sorprende. Niente indebolimento, ma neppure rafforzamento? Può essere un'alea considerato il passaggio di categoria. Ed ecco allora il completamento dell'argomento: il Sant'Angelo ha provveduto anche ad un opportuno rafforzamento: due difensori, un centrocampista e una punta sono già sicuri rossoneri.
Il Sant'Angelo, oltre al trionfo della prima squadra, ha visto gli allievi vittoriosi nel campionato regionale e gli juniores (serbatoio cui Rossi ha già attinto bene) nel gruppo dei finalisti per Teramo. Il successo, così allargato, è la testimonianza dì una società, giovane sì ma con le radici già ben radicate. E ancora: la soddisfazione di un vanto, in aggiunta all'orgoglio delle vittorie; che non tutti possono menare, soprattutto le società minori che con le "vendite" sopravvivono: il vanto di aver detto "no" alle richieste di ben otto società per l'ala sinistra Servidei; di aver detto "no" alle richieste per il libero Mascheroni, un ragazzo di 19 anni che Ballarin considera di grandissimo avvenire:
"Un lusso per noi, ma ce lo siamo presi: io dico che se Scirea vale 700 milioni, il nostro Mascheroni vale un miliardo. E' un lìbero moderno perché, pur facendo il libero, assomma e sfrutta tutte le qualità di un grosso stopper".
Anche Luigi Reali, il portiere imbattuto per 886', era stato richiesto da una società di Serie A. E' stato lui a rifiutare e il "rifiuto" è stato fatto in una maniera tale che, lungi dal contrariare il D.S., lo ha commosso:,
"Se mi volete cedere perché non faccio più al caso vostro, me ne vado, ma se è per farmi un favore chiedo di restare".
Così Reali, l'unico giocatore sant'angiolino che non abbia un lavoro o un'attività, rimarrà al Sant'Angelo e nel contempo verrà "sistemato" in banca, per equipararlo alla "condizione" degli altri semiprofessionisti di nome e di fatto.
Della escalation dai dilettanti alla serie C, il quarantenne allenatore Guerrino Rossi è stato l'artefice diretto: "Noi singolarmente non si era tanto superiori ad altre squadre (dichiara Ballarin) anzi devo dire che in linea tecnica l'Adriese era la squadra più forte del girone B e anche l'Ignis Varese non scherzava. Per questo il merito dell'allenatore è grandissimo. Sotto l'aspetto della preparazione fisica in particolare è fortissimo: basti pensare che negli ultimi due campionati mai un giocatore ha accusato strappi muscolari e che la squadra ha segnato in prevalenza nel secondo tempo: il Sant'Angelo è abituato a venir fuori alla distanza".

Pubblico da 5 punti
E il pubblico? Sempre secondo il giudizio del d.s., il pubblico sant'angiolino (un pubblico da "fine del mondo") ha inciso per qualcosa come cinque punti. "Basti pensare che in casa abbiamo perso un sol punto e in un recupero di mercoledì (0-0 con il Crema nd.r.) cioè con poco pubblico sugli spalti".
Per questo la società (con il presidente Chiesa che si accollerà tutte le spese) sta provvedendo all'ampliamento del Comunale raddoppiando quasi l'attuale capienza che sarà portata a cinquemila posti. Inoltre per la prossima stagione la società metterà a disposizione degli sportivi di Lodi e Pavia dei pullman gratis per consentir loro di vedere partite di serie C.
Di proposito il Sant'Angelo non darà impulso all'impianto di illumuiazione: "Perché il calcio è un gioco diurno e di giorno va giocato".
"Noi del Sant'Angelo (conclude Ballarin) ora andiamo tutti in vacanza, e ci andiamo realmente. E alla ripresa, come abbiamo sempre fatto, niente ritiri, né per la preparazione, né durante il campionato".
Mario Laudano

Articolo tratto dalla Gazzetta dello Sport