Tabellini 1981-1982

[ Calendario ]

 

Campionato Serie C1 Girone "A"

24° giornata - 07/03/1982

S. ANGELO - ATALANTA     0 - 0

Marcatori :

 
Formazioni :
S. ANGELO : Cannarozzi, Cascella, Todde, Samaden, Cadei, Tonali, Merlo (Chiampan dal 84'), Gandini (Ferriani dal 76'), Picco, Tomasoni, Trainini.
Allenatore : Angeleri
 
ATALANTA : Benevelli, Rossi, Magnocavallo (Bruno dal 84'), Snidaro, Vavassori, Filisetti, Moro, Magrin, Mutti, Foscarini, De Bernardi.
Allenatore : Bianchi

 

Arbitro : Coppetelli di Tivoli
 

 Note: Giornata piovosa, terreno allentato e scivoloso. Spettatori 4000 circa, in maggior parte bergamaschi. Ammoniti: Todde, Trainini, Cadei, Mutti, Vavassori, Rossi, Magrin. Angoli: 6-6 (4-2 per l'Atalanta nel primo tempo).

 
Il Sant'Angelo mette i pali fra le ruote dell'Atalanta

SANT'ANGELO LODIGIANO — Sembra di assistere al derby Milan-Inter stando alle divise, quando le due compagini entrano in campo, poi la realtà dell'incontro, il terreno di gioco le strutture dell'impianto, serviranno a cancellare in breve l'illusione di un momento.
Partono gli atalantini e subito Mutti deve sperimentare la ringhiosità di Cascella che lo ferma con un fallo. Sugli sviluppi del calcio spiazzato, Cannarozzi si getta temerariamente sui piedi di De Bernardi, smarcato nei suoi paraggi da un passaggio di Magrin.
Ancora Cascella, al 3', entra fallosamene su Moro: batte Foscarini da sinistra e Cadei rovescia in bell'anticipo su Mutti. L'Atalanta forza il ritmo ed al 5' c'è un batti e ribatti in area del Sant'Angelo, Todde scivola e tocca con le mani, l'arbitro giustamente è per l'involontarietà.
La prima insidiosa atalantina è costruita all'8', quando Snidaro, autore di una prestazione maiuscola, mette in moto lungo la fascia destra del campo De Bernardi pronto a traversare al centro dove Mutti si libra in acrobazia sbucciando però la palla che Tonali si incarica di allontanare dalla propria area.
Prima grossa occasione di sbloccare l'incontro un minuto dopo. C'è un calcio piazzato sulla tre quarti in favore dell'Atalanta e lo batte con parabola tesa Magrin per Mutti, pronto alla girata di testa. Cannarozzi sembra superato, ma proprio in extremis, con un prodigioso colpo di reni, riesce ad alzare sopra la traversa. Continuano incessanti gli attacchi nerazzurri: al 12' De Bernardi è pronto a girare a rete un traversone da destra di Moro, ma la sua conclusione manda la palla di poco sul fondo.
Il Sant'Angelo per interrompere l'assedio prova a... cambiare il pallone ma la musica non cambia.
Al 22' è Cadei in azione d'anticipo su Mutti che sfiora di testa la clamorosa autorete. Cannarozzi tocca in calcio d'angolo. Finalmente si vede il Sant'Angelo in area atalantina al 27', quando Tomasoni devia bene di testa un calcio di punizone di Trainini, ma troppo debolmente per impensierire Benevelli.
Al 34' il primo degli episodi che farà molto discutere le oppposte tifoserie: Magnocavallo riceve da Moro al limite e si proietta in area di rigore avversaria: Cascella tenta di intercettarlo ma riesce solamente a colpire il giocatore che cade pesantemente a terra. Per il signor Coppetelli è tutto regolare e il gioco riprende con una rimessa dal fondo.
Altro brivido al 36', quando Magrin serve Moro al limite dell'area del Sant'Angelo: questa volta il piccoletto è svelto a calciare forte ma la palla, forse, toccata dall'estremo difensore dei locali, esce di un niente sul fondo.
Continua il monologo atalantino: al 40' Magrin impegna Cannarozzi in una parata in due tempi con una violenta bordata dal limite, poi proprio in chiusura di tempo, al 43' l'Atalanta costruisce la più favorevole occasione per sbloccare il risultato. E' De Bernardi a sugerire lo scambio a Mutti e a smarcarsi in area dove puntuale lo raggiunge il passaggio di ritorno del compagno. Il controllo di palla è perfetto, ma la conclusione è delle più mal riuscite e la palla si perde sul fondo.
Pare che il secondo tempo debba non giocarsi per la mancanza dell'arbitro, a squadre schierate da alcuni minuti sul terreno. Poi il direttore di gara finalmente arriva ed il gioco può cominciare.
Batte il Sant'Angelo, ma la prima azione offensiva di un certo rilievo è ancora dell'Atalanta, al 4', con Tonali che deve recuperare su De Bernardi lanciato a rete da un lungo rinvio di Magrin. Finalmente insidiosi i locali, con Picco pronto alla rovesciata in piena area atalantina, al 5', con palla che sfiora il palo alla destra di Benevelli.
La replica dei bergamaschi, al 7', è delle più perentorie e avrebbe tutti i crismi per concludersi in gol. Magrin, dopo uno scambio con Snidaro, traversa al centro per Moro che di testa corregge per De Bernardi il quale, sempre di testa, tocca per Mutti: rovesciata da favorelissima posizione ma palla alta sulla traversa.
Ancora vicinissima al gol l'Atalanta al 9': c'è una punizione per l'ennesimo fallo di Samaden su Magrin. Batte lo stesso Magrin per De Bernardi, intelligentemente smarcatosi in area. Il tocco dell'atalantino sembra vincente, ma Cannarozzi arriva con la gamba a deviare in angolo.
Al 25' è Magnocavallo a servire Mutti, che gira bene di testa ma proprio fra le braccia del piazzatissimo portiere del Sant'Angelo. Dopo che Tomasoni, al 15' si era incaricato di rompere la .massiccia offensiva atalantina cn una punizione parata in due tempi da Benevelli, ecco capitare ai bergamaschi la più grossa occasione dell'incontro.
C'è un fallo di Todde su De Bernardi, al 24', e batte da destra Foscarini verso il centroarea, dove colpisce al volo in perfetta coordinazione Rossi. Sembra gol fatto, ma la traversa si incarica di respingere il proietto, salvando Cannarozzi dalla capitolazione.
L'Atalanta non si rassegna all'avversa sorte e continua il suo forcing per perforare la munita retroguardia del Sant'Angelo: al 34' Mutti, con un elegante veronica, supera il suo avversario diretto Cadei che non trova di megglio che trascinarlo a terra. Siamo dentro l'area di rigore, ma per l'arbitro è tutto regolare e il gioco continua.
Lo stopper del Sant'Angelo per farsi perdonare l'ingenuità si proietta in azione offensiva al 40' e conclude la sua galoppata con un tiro centrale e troppo debole per impensierire Benevelli.
Gli ultimi restanti minuti della partita ripropongono i tentativi dei nerazzurri per sbloccare il risultato. Al 43' Bruno, subentrato al 37' a Magnocavallo, spara alle stelle un bel servizio di Mutti. Poi al 44' tenta anche Magrin da fuori area ma Cannarozzi para. Infine Snidaro profonde le sue ultime energie in una bordata dal limite. Cannarozzi para anche questo estremo tentativo e per l'Atalanta è giocoforza accettare il risultato di parità espresso dal campo. Un risultato, che, per la verità, le sta assai stretto.
Luigi Galli

 
«I miei ragazzini si sono superati»
Per Stefano Angeleri un pari di prestigio

SANT'ANGELO LODIGIANO — Stefano Angeleri è sollecito ad uscire, l'hanno ferito più le offese di bergamaschi delusi, che il punto lasciato sul campo; in fin dei conti un risultato preventivato e, visto il volto della classifica, prestigioso.
Il tecnico non si sbilancia, come suo costume: un giudizio sulle tre leader del campionato incontrate di seguito, e un'imprecazione verso scarpe nuove che il terreno infido non ha risparmiato: «Chissà mia moglie: mi aveva raccomandato di tenerle da conto!» Si rifugia in una battuta evasiva per non cedere alla tentazione di dire che l'Atalanta l'ha entusiasmato più di tutti.
Le imprese della sua squadra contro Modena e Monza ne sarebbero uscite sminuite: «Hanno giocato tutte alla stessa maniera, sul campo hanno dimostrato di avere gli stessi meriti. Forse il Monza si era illuso troppo presto di averla scampata, ma fino al momento del nostro gol la squadra brianzola aveva destato un'ottima impressione. Il Modena è meno appariscente ma molto più concreto ; l'Atalanta più spettacolare, in qualche occasione le sue conclusioni avrebbero meritato miglior fortuna: evidentemente la dea bendata questa volta si è schierata dalla nostra parte. Conoscevo la squadra nerazzurra per averla vista all'opera diverse volte in questo campionato prima di assumere la guida del Sant'Angelo: sapevo che per imbrigliarla non bisognava fare catenaccio, ma affrontarla a gioco aperto: i miei uomini si sono superati, hanno dato il centouno per cento delle loro possibilità, il risultato finale è prestigioso, motivo d'orgoglio per tutti questi ragazzini.»
Risultati prestigiosi ma platonici, vero Angeleri? La classifica è ormai compromessa... «Purtroppo si, speriamo almeno di non finire all'ultimo posto: i ragazzi hanno ritrovato entusiasmo e slancio, contro l'Atalanta mi mancava Comba, che è uno dei cardini del nostro gioco, e il ragazzino che l'ha sostituito, Merlo, è stato uno dei più vivaci.»
Franco Sabatino

 

L'ombrello del Gabbiano
Dopo avere battuto il Monza ed avere imposto lo 0-0 al Modena, il Sant'Angelo si è preso lo sfizio di bloccare anche l'Atalanta. Comprensibile, quindi, la soddisfazione di Stefano Angeleri che è stato capace di trasformare in una pattuglia pugnace e determinata l'Armata Brancaleone che gli era stata affidata. Ormai, per salvarsi, è troppo tardi, ma il campionato può consentire al S.Angelo di prendersi altre soddisfazioni.
Angeleri esce dal campo salutando con l'ombrello i tifosi che lo applaudono. I maligni dicono che «Gabbiano» si era portato da Bergamo l'ombrello per proteggersi da una prevedibile pioggia di gol: all'atto pratico, gli è servito solo per ripararsi dalla pioggia

Articoli tratti da "Bergamo-Oggi" del 08/03/1982