Approfondimenti 1983-1984

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ED ECCO IL SANT'ANGELO EDIZIONE 1983-84
La squadra barasina si appresta ad iniziare il proprio cammino per raggiungere la permanenza in C2. Ancora volti giovami, ma con un vantaggio rispetto all'anno scorso: il duo Albanese-Guarneri ha potuto iniziare subito il proprio lavoro con una rosa ben definita. Sarà un anno in cui si dovrà lottare, però si spera che da questi giovani possano uscire belle sorprese. Malumore, all'interno della società, per l'inserimento in Coppa Italia con Brembiìlese, Legnano e Pro Patria. Pensando che Lodi e Pavia sono a pochi chilometri...

 

GESUALDO ALBANESE, L'ALLENATORE
Confermato alla guida del S. Angelo per il secondo anno consecutivo, Gesualdo Albanese spera in cuor suo di non dover più soffrire fino all'ultimo come, invece, è successo nello scorso campionato.
«Sostanzialmente — dice Albanese — il traguardo di quest'anno è proprio quello di trovare la salvezza con molto anticipo e di conseguenza tutto il lavoro sarà in funzione di questa permanenza in C2 che penso sia raggiungibile anche quest'anno».
Ancora una volta un allenatore giovane per una squadra giovane, quasi baby.
«In effetti la politica societaria, mette a disposizione sempre i giovani, e su questo non mi lamento, quest'anno fortunatamente ho la possibilità di poter avere a disposizione tutta la rosa fin dall'inizio e questo è importante. Potendo lavorare con la sicurezza di un gruppo di giocatori "sicuri" si può anche farli maturare, questi giovani, in tempo per il campionato».
Le partenze di Gambino e Valori... sicuramente le più importanti.
«È giusto che questi due ragazzi abbiano avuto la possibilità di sfruttare categorie superiori per la loro bravura. E lo dimostra il fatto che Valori è nelle riserve del Milan e Gambino sia stato dirottato verso una squadra che ha velleità di vittoria finale. D'altronde, come già detto in precedenza la politica.della società è proprio questa, lanciare nuovi giovani. Speriamo per la società e per il sottoscritto che anche quest'anno fra tanti giovani possa saltar fuori qualche nuovo nome sia per le garanzie della società, sia per quanto riguarda le garazie, più strettamente personali, di squadra».

Parlando dei nuovi rossoneri è giusto anche elencare quei giovani che Albanese ha convocato nella rosa pesando fra gli elementi che si sono maggiormente distinti nella formazione "Beretti" allenata da Aristide Guarnieri che assaporano così la possibilità di entrare in prima squadra incominciando dal portiere Biolcati elemento molto interessante, il difensore Gandolfi e il compagno di linea Fabio Affaba, i centrocampisti Bramè e l'estroso Paolino Ferrari, l'attaccante Valentino Spelta del quale sentiremo parlare molto presto. Tutti giovanissimi sui quali Albanese può contare fiducioso nell'arco del campionato.

 

CARLO LIEDHOLM IL D.S.
Con il figlio del famoso Niels, puntiamo soprattutto sul discorso società: «Fortunatamente noi qui a S. Angelo abbiamo avuto la possibilità di agganciarci al carro del Milan, altrimenti eravamo costretti a chiudere i battenti. E questo è stato un pericolo che si prospettava qualche tempo fa, quando la società milanese era tentata a dare il proprio apporto solamente in parte. Dopo lunghe trattative, però, si è riusciti a riconfermare quell'appoggio totale che già c'era l'anno scorso. D'altronde non c'è da biasimare nessuno dei dirigenti rossoneri, oggi come oggi la gestione, anche finanziaria, di una società di C2 porta a spese eccessive, e penso che ci sarà ancora da lottare per tutti quei contributi che già l'anno scorso hanno fatto parlare molto gli ambienti semiprofessionistici. La nuova legge sul professionismo sportivo, ha senz 'altro fatto luce su molti punti, ma purtroppo ci sono ancora troppe lacune da sistemare».
Ma veniamo a questo S. Angelo.
«Grazie al settore giovanile del Milan abbiamo ancora un assetto che ci permette di poter restare ancora in C2. Certo la squadra è giovane, e se gli sportivi santangiolini speravano in qualcosa d'altro, mi auguro non si sentano traditi dalla continuazione di questa politica. D'altronde da anni non si vede un santangiolino impegnarsi di persona per il bene della squadra della propria città. Questa è sicuramente una pecca, perché un maggior impegno, anche finanziario, da parte di qualche locale non sarebbe da buttare, anzi... Infondo risulta che a S. Angelo il reddito pro-capite sia abbastanza alto, eppure nessuno si espone, oppure si espongono pensando ad eventuli gruppi, per cercare il meglio anche nello sport. È un vero peccato».

 
QUATTRO "NUOVI" IN MAGLIA ROSSONERA

Fabio Casiraghi
Nato a Vimercate il 6-2-1962 proviene dal Latina via Milan è stato anche una stagione al Forri (C1) e Chieti (C2). Tecnicamente può essere definito un jolly tuttofare anche se in prevalenza ama giocare nel ruolo di terzino. Un buon fisico distribuito in 75 chilogrammi di peso per un'altezza di 1,80. Fa grande effetto la folta chioma bionda alla "Gerulaitis" come già viene affettuosamente chiamato dai tifosi per la somiglianza con il noto tennista mondiale.
«Sono venuto volentieri al S. Angelo — ci ha detto — perché sono vicino a casa dopo aver tanto girato, so che si tratta di una società satellite del Milan e quindi spiega il mio trasferimento. Siamo una squadra tutta formata da giovani smaniosi di ben figurare e certamente faremo un buon campionato. Personalmente devo riscattare l'opaca stagione scorsa con il Latina in quanto per divergenze societarie sono tornato a casa prima che finisse il campionato, quindi mi sto preparando a dovere per meritarmi il posto in squadra.

Giuseppe Folli
Nato a Locate Triulzi il 22-8-1961, arriva dal Lecco dove ha disputato ben tre campionati dopo essere stato per quattro anni al Milan assaporando anche la soglia della prima squadra avendo al suo attivo anche un ritiro pre campionato con i titolari. Si tratta di un attaccante dal fisico possente e dal suo camminare dinoccolato a testa bassa sembra il sosia di Battista Quartieri l'ex bomber barasino tanto che i compagni di squadra lo hanno già battezzato "Batista gol". Ben 80 kg. per 182 cm. di altezza fanno di Folli un vero bisonte che sarà catapultato nelle aree avversarie in cerca di preziosi gol. Sul suo trasferimento ci ha detto: «Conosco molto bene il S. Angelo avendolo affrontato con il Lecco, in squadra ci sono tanti ragazzi con i quali ho giocato nelle giovanili del Milan, quindi non c'è stato nessun problema d'ambientamento, anzi mi è sembrato di tornare ai bei tempi delle giovanili rossonere. Da questa stagione mi aspetto decisamente grandi cose, in pratica devo dimostrare quanto posso valere sia a me stesso che ai tecnici che hanno avuto fiducia in me».

Davide Masseroni
Nato a Melegnano il 13-10-1964 è decisamente uno dei nostri avendo iniziato calcisticamente nella gloriosa USOM di Melegnano ed è stato alla scuola del Milan per due anni e da questa stagione passato in riva al Lambro alla corte di Albanese. In origine occupava il ruolo di mezza punta ora invece è stato indirizzato tatticamente nel ruolo di terzino fluidificante, ruolo che certamente occuperà anche nel S. Angelo con il compito di non far rimpiangere il bravo Zaninetti. Un fisico straordinario da vichingo tanto che gli amici lo chiamano "Hulk" ma in possesso di una eccezionale mobilità, infatti già nelle prime partitine di preparazione si è dimostrato un mangiachilometri a tutto campo. «Sono contento di essere passato al S. Angelo, sono vicino a casa e potrò anche studiare — ci ha detto — so che il campionato di C2 è molto duro e impegnativo quindi avrò modo di fare esperienza poiché il calcio potrebbe essere anche la mia professione. La volontà non mi manca e mi sto applicando nel migliore dei modi per ben figurare».

Alberto Colombo
Nato a Milano il 4-3-1962, proviene dal Casale dove l'anno scorso ha disputato il campionato di C2, al suo attivo anche due stagioni alla Pro Sesto, quattro alle giovanili del Milan e una stagione al Forlì (C1): Marcatore puro il suo ruolo preferito è quello di stopper, grintoso quanto basta sa farsi largo con mille trucchi del mestiere, grinta e irruenza che però portano spesso anche a farsi male, tanto che è stato il primo infortunato (lieve) della stagione guadagnandosi il soprannome di turno da parte del maestro Pisati di "Crackers" ovvero tanto forte quanto fragile. Sul suo trasferimento al S. Angelo ci ha detto: «Noi calciatori siamo un po' come gli zingari, ogni anno si cambia casacca, arrivi in un nuovo paese inizi una nuova avventura. Qui al S. Angelo non ci sono problemi d'ambientamento poiché ho trovato tutti amici delle giovanili del Milan, quindi l'impatto è stato subito buono. Personalmente non essendo più un ragazzino voglio affrontare questa stagione con tutta la determinazione possibile per magari migliorare di categoria l'anno prossimo, in pratica io del calcio ne faccio il mio lavoro e quindi devo farlo bene».

 

Positivo il debutto ufficiale
AOSTA - SANT'ANGELO 0-0
A parte la massacrante maratona chilometrica per raggiungere Aosta con relativo ritorno in nottata, il debutto ufficiale del nuovo S. Angelo è da ritenersi positivo soprattutto sotto il profilo della condizione fisica dei giocatori, mentre c'è ancora parecchio da fare circa l'impostazione tattica in campo. I nuovi arrivati si muovono con discreta infarinatura nel ruolo che Albanese intende schierarli, sufficiente il reparto difensivo dove il biondo Casiraghi ha dimostrato di essere già in palla, si muove con sicurezza senza troppe sbavature e riesce a fare bella figura. Masseroni non ancora al meglio della condizione, fa capire che scappa troppo in avanti quindi sotto il profilo tattico la sorpresa viene a mancare, lo stopper Colombo se la cava bene grazie ai mille trucchi del mestiere, va certamente perfezionata la sua intesa con il reparto quando si tratta di chiamare il fuorigioco, tutta roba che ha bisogno di tempo. L'altro nuovo rossonero l'attaccante Folli è ancora decisamente imballato ed ha dimostrato solo grande generosità. Sta di fatto che lo 0-0 finale dell'incontro con la solita girandola di sostituzioni nel secondo tempo è lo specchio di quanto si è visto in campo: netto dominio delle difese sugli attacchi, portieri inoperosi e leggera prevalenza del centrocampo rossonero barasino con Brunetti, Gandini e Dossena a fare buone cose.
In avanti ancora gran confusione, il solo "Brazil" Pischetola è già in buona forma ma deve smaltire la sua nota driblomania, Fabio Valente sul quale si punta molto in questa stagione è alle prese con un malanno al tendine e quindi non è al meglio, infine nell'amichevole mancava "Falcao" Lussignoli infortunato. I locali valdostani allenati dall'ex milanista Santin e coperti di soldi in caso di promozione disputeranno il campionato interegionale, sono una compagine ben quadrata e grintosa che certamente ben figureranno. Questi infine i giocatori schierati da Albanese:Ghezzi (Biolcati), Casiraghi (Affaba), Masseroni (Pozzi), Dossena (Casalino), Colombo (Gandolfi), Granata, Gandini (Bramè), Pischetola (Bosisio), Brunetti, Valente (Ferrari), Folli (Spelta).

 
Articoli Tratti da "Il Cittadino" del 19/08/1983