Approfondimenti 1997-1998

[ Storico Articoli | Classifica 1997-98 ]

 
SPECIALE SPAREGGI PROMOZIONE
 
S. Angelo - Salò Benaco 4-2
Al S. Angelo il primo round
Salò Benaco - S. Angelo 1-2 
S. Angelo, missione compiuta
   
Massa Lombarda - S. Angelo 2-3 
S. Angelo, il più è fatto
S. Angelo - Massa Lombarda 3-0 
S. Angelo, benvenuto in Paradiso
 
Anche il S. Angelo ha i suoi record
Ha vinto 30 partite su 38 e solo 5 volte non ha fatto gol. Non perde da 21 gare.

Anche il S. Angelo festeggia i suoi record. Le statistiche parlano per i rossoneri di un'annata assolutamente irripetibile, che solo lo straordinario cammino del Sancolombano ha fatto passare in secondo piano. Eccole, le cifre dei barasini. Il S. Angelo ha giocato (Coppa Italia a parte) 38 partite di campionato, 34 nella stagione regolare, 4 di play off. Ne ha vinte 30, pareggiate 6, perse 2. Entrambe le sconfitte (Sancolombano e Pizzighettone) sono maturate in campo avverso, nel corso del girone d'andata: i rossoneri sono infatti imbattuti da 21 partite. Sul terreno del "Chiesa" il S. Angelo ha ceduto soltanto 3 punti (0-0 con l'Oltrepo, 1-1 con la Novatese, 4-4 con il Pizzighettone): per il resto solo vittorie. In trasferta, a parte le due sconfitte, i rossoneri hanno lasciato punti solo a Stradella (0-0 con l'Oltrepo), Soresina (0-0) e Cavenago Brianza (1-1). Quel che più conta, i rossoneri hanno vinto tutte e quattro le gare di play off.
Ma va ricordato che il S. Angelo ha alternato quest'anno due allenatori. Ai puri fini statistici va segnalato come Beppe Giavardi abbia lasciato la panchina rossonera dopo 24 partite, quando il S. Angelo aveva 62 punti (media 2.58, 20 vittorie, 2 pareggi, altrettante sconfitte). Marzio Buscaglia ha guidato la squadra nelle ultime 10 giornate di campionato, ottenendo 22 punti (media 2.20, 6 vittorie e 4 pareggi); un bottino incrementato nelle gare con Salò e Massa Lombarda (la media punti sale a 2.42). Cifre comunque di assoluta eccellenza.
Giavardi e Buscaglia hanno impiegato complessivamente 22 giocatori. Il record di presenze spetta a Luca Dall'Orso, con 34 gettoni (31 partite intere, 3 part time). Solo una presenza in meno per Paolo Curti (29+4), Fabio Bertuzzi (30+3) e Luca Fratello (che, curiosamente, ha giocato per intero soltanto 16 partite, mentre in altre 17 occasioni è stato sostituito cammin facendo). Tutto il contrario di Gianluca Chiellini che è entrato in campo 31 volte, ma solo in 11 occasioni ha giocato gli interi 90'. Il portiere Cuccunato (32 presenze) ha lasciato il posto in 6 occasioni a Olivari.
Tra gli "stakanovisti" della squadra anche Belloni (30+2), Barbieri (29+1) e Riviezzi (27+4). Cammini analoghi per Rossini e Binda, i due acquisti novembrini (14+7); tra i giovani del '78 il più utilizzato è stato Suzzani (25+7), seguito nell'ordine da Rusconi (2+12), Valente (4+7), Attardi (2+6) e Albertini (0+2, prima di passare al Broni). Bonomi ha giocato soltanto 4 gare (1+4, mentre Scotti ha raccolto 14 gettoni (6+8) prima di passare al Binasco. Pasquale Manna (16-9) ha pagato il lungo infortunio di fine stagione, gli ex fanfullini Colombi (14+8) e Negri (8+13) si sono sempre fatti trovare pronti in caso di necessità. Il cannoniere della stagione rossonera (spareggi compresi) è Paolo Curti con 17 gol (dei quali 11 al "Chiesa") contro i 13 di Luca Dall'Orso. Manna e il preziosissimo Rossini si sono attestati a quota 11, Barbieri a 9 (6 in trasferta). Seguono, nell'ordine, Chiellini con 5, Fratello con 4, Suzzani, Riviezzi e Valente con 2, capitan Belloni con 1. In tutto 77 gol in 38 partite (media 2.02): 47 sono stati realizzati al "Chiesa", 30 in campo avverso. Il S. Angelo ha, di contro, incassato 31 gol (media 0.81), abbastanza equamente divisi tra casa (14) e trasferta (17). Mentre l'attacco è rimasto all'asciutto in sole 5 occasioni, la porta rossonera è rimasta inviolata in 18 partite su 38.
Niente male davvero.

Articolo tratto da "Il Cittadino"
 
La fede nel Sant'Angelo di ultras e tifosi «Noi? Barasini sempre, lodigiani mai»

Estroversi, vivaci, a volte goliardici, spesso e volentieri, ma bonariamente, un po' spacconi. I santangiolini sono così. E c'è un luogo, in particolare, dove questi aspetti così tipici del loro carattere vengono prepotentemente alla ribalta: lo stadio.
Il calcio, infatti, per i santangiolini, non è soltanto uno sport. E' molto di più. Una vera passione, un "credo" con cui prendono coscienza ed esprimono la propria originalità e quel modo di essere così "diversi", rispetto al resto della popolazione lodigiana.
Un esempio? I cori di incitamento degli Ultras, espressione tipica e verace del temperamento barasino. Quella presa in giro mordente e ficcante rivolta agli aspetti più vulnerabili della borgata opposta, gli sberleffi nei confronti dei giocatori dell'altra squadra, soprattutto se con look o cognomi un po' strani, sono spesso così umoristici da strappare il sorriso anche ai tifosi avversari. Al santangiolino e al santangiolino tifoso in particolare, non piace l'etichetta generica di cittadino lodigiano (che pure compare nel "cognome" del paese), forse anche per quell'antica "ruggine" nei confronti dei cugini di Lodi, della squadra del Fanfulla, per intenderci, un tempo il nemico numero uno. Un esempio: nella trasferta di Casteggio di poche settimane fa la tifoseria avversaria, stanca di subire i cori rossoneri, intonava un fragoroso "chi non salta è un lodigiano". Al che gli Ultras barasini, dopo un rapido sguardo d'intesa, si sono uniti al coro, moltiplicando l'effetto sonoro del ritornello. Il santangiolino è santangiolino e basta, ovunque lo si incontri, con l'orgoglio di appartenere a una borgata famosa e invidiata e, forse proprio per questo, spesso discussa.
Il tifoso barasino comunque da il meglio di sé "in casa", sugli spalti del "Carlo Chiesa", lo stadio dedicato al grande presidente che, all'inizio degli anni Settanta, e in soli quattro anni, portò il Sant'Angelo dalla "Promozione" alla serie C.
La tifoseria è molto ben organizzata e si fonda su due colonne: gli iscritti al club e gli Ultras. I primi fanno capo al "Club del Ponte", che ha sede nell'omonimo bar di piazza Vittorio Emanuele II, sul "curvone", subito dopo il fiume Lambro, per chi scende da piazza Libertà, All'inizio della stagione, i soci ne rinnovano il direttivo. Quest'anno, la carica di presidente è ricoperta da Gianni Bignami, quella di vice da Peppino Furiosi e quella di cassiere da Mario Rozza. I consiglieri sono Ambrogio Bignami, Paolo Daccò, Sandro Ferrari, Riccardo Fusari, Pinuccio Ravarelli, Giampiero Servida e Giancarlo Tonali.
Il "Club del Ponte" nasce nel 1971. A volerlo e sostenerlo sono il compianto Eugenio Bassi e Peppino Boggini. Oggi, può contare sul supporto di un centinaio di iscritti e puntualmente predispone il calendario delle principali iniziative.
Si inizia con la prima partita di campionato "in casa" con la festa allo stadio, poi, a metà novembre, c'è la classica "trippata", un appuntamento imperdibile per i soci del sodalizio. A fine torneo inoltre, al migliore della squadra viene assegnato un trofeo, intitolato a Enzo Scaini, fortissimo e sfortunato calciatore che militò nel Sant'Angelo verso la metà degli anni Settanta, morto a soli 27 anni, a seguito di un'operazione chirurgica al menisco. Ogni domenica i tifosi prestano gratuitamente il loro servizio allo stadio: chi fa lo speaker, chi va alla biglietteria, qualcuno si improvvisa barista.
Un discorso a parte va fatto per gli Ultras. Appostati sui gradoni, visibilmente riconoscibili da sciarpe, felpe e cappellini con i colori sociali, rappresentano il dodicesimo uomo in campo. Dai tifosi arriva spesso il rimprovero che la loro eccessiva euforia sia la causa delle multe inflitte alla società e delle squalifiche di campo, ma loro si definiscono semplicemente «dei bravi ragazzi che vanno allo stadio per fare il tifo per la squadra, con quel particolare entusiasmo tipico del temperamento dei giovani». Anche gli ultras hanno una loro organizzazione. A cominciare dagli striscioni. Quest'anno ne hanno commissionato uno di 20 metri. Quando poi c'è un avversario particolare, al "Carlo Chiesa" ne compaiono di nuovi, creati "ad hoc" per l'occasione, fabbricati "in casa" con rotoli in tela e bombolette spray. Tra di loro c'è persino un "compositore": Agostino Crivellari, che ogni anno inventa canzoni e inni nuovi.
Grazie al supporto di una solida società, quest'anno il campionato è iniziato alla grande: il Sant'Angelo è "la squadra da battere", e l'entusiasmo è alle stelle, anche se la "fibrillazione" che si avverte in paese non è qualcosa di passeggero, dovuto ai positivi risultati di queste prime partite. Tutt'altro. Il tifo, a Sant'Angelo, è qualcosa di connaturato allo spirito dell'intera borgata. Posizione in classifica a parte.
Anna Morosini

Articolo tratto da "Il Cittadino"