A.C. Sant'Angelo 1907

LA STORIA

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Vedi anche :
S. Angelo - Sancolombano : Il derby del Lambro
S. Angelo - Pavia : Una sfida storica
 
S. ANGELO - FANFULLA : La storia del derby
 
Il primo confronto di campionato fra lodigiani e barasini risale al 29 settembre 1968 in Serie D
Il fanfullino Galli primo bomber, S. Angelo padrone negli anni '70

La lunga storia del derby comincia il 29 settembre 1968. Fanfulla e S. Angelo, divise da storica rivalità, si ritrovano finalmente di fronte nello stesso campionato, cominciato appena la settimana prima. C'era stato un prologo, l'8 dello stesso mese, alla "Dossenina", per la Coppa Pelli che nessuno si era aggiudicato per via dello 0-0 finale. Il rampante S. Angelo, fresco dei festeggiamenti per l'avvenuta promozione in Serie D, freme dalla voglia di dare una lezione ai più blasonati cugini, tanto più che ha vinto la "prima" a Voghera. Cesarino Campagnoli schiera i gioielli Cipelli, Dalè e Garlaschelli (l'ala di Vidigulfo, futuro "scudettato" con la Lazio), con i lodigiani Acerbi e Bisleri a governare la difesa. Il Fanfulla di Cabrini è orfano di "Falco" Galli, ha Filè tra i pali, il "vecchio" Sala a governare il centrocampo. I bianconeri fanno valere la maggiore esperienza, ma il S. Angelo si difende con ordine, rischiando solo due volte nel finale sul contropiede di Brambilla e per un gol annullato a Pagani, complice un fuorigioco. La rivincita in febbraio. Questa volta Galli c'è e anche l'imprevedibile Gorno. Ma il S. Angelo si è fatto furbo, governato da Paesanti. Lucini e Garlaschelli fanno i matti, e poi c'è quel Pozzato, che promette faville (finirà nel Como in Serie A). Finisce ancora 0-0, risultato che costa il posto a Cabrini, sostituito sulla panchina lodigiana dalla vecchia gloria Danilo Ravani.
Il S. Angelo finisce davanti al Fanfulla e l'anno successivo ci riprova. Arriva alla "Dossenina" il 12 ottobre, per la quarta di campionato, a punteggio pieno. Cipelli, Garlaschelli e Pozzato non ci sono più, ma c'è Mascheroni centravanti. Segna subito Paesanti, ma Galli risponde al primo contrattacco. Nel Fanfulla di Duzioni eccelle il giovane Scorletti, centrocampista di tocco che arriverà sino alla B. Il Guerriero passa ancora alla mezzora con un tirastro di Cesari che Bisleri "buca" malamente, poi si difende dall'assalto rossonero. Il ritorno si gioca in recupero, il giorno di San Giuseppe: in febbraio infatti c'era la neve lungo il Lambro. Nel S. Angelo c'è Gigi Danova, arcigno marcatore, destinato al Torino e alla Nazionale (sia pur per 20'), il Fanfulla presenta il funambolico Bologna, al fianco di Zonda a centrocampo. Duzioni chiude a doppia mandata la sua area: è il terzo 0-0 in quattro derby.
Il Fanfulla raddoppia nell'ottobre del '70. Il S. Angelo di Cabrini (proprio lui) esce da un'estate difficile, Galli ne approfitta con un guizzo dei suoi, dopo che i barasini hanno fatto fuoco e fiamme per un tempo. Ma nel ritorno, a febbraio, il S. Angelo tiene botta: il vecchio Zamatti, un ex, tira fuori le unghie tra i pali, Bassini e Fiocchi si divorano il match point. Altro 0-0, che non salverà il S. Angelo dalla retrocessione.
Passano due anni. Quando le due rivali si ritrovano sono entrambe decisamente ambiziose. E' il S. Angelo dei fratelli Plodari, di Calzolari e del debuttante Cappelletti, dei due Mascheroni e dei bomber Petrogalli e Servidei. E' proprio quest'ultimo a regalare al S. Angelo la prima storica vittoria, il 30 settembre '73, alla "Dossenina". Il Fanfulla del "santone" Fausto Braga risponde con la coppia Brusa-Bodini e con le geometrie di Cantoni: rispolvera persino il "vecchio" Galli che si farà annullare un gol dall'arbitro Bergamo di Livorno, atteso da più nobili palcoscenici. Il S. Angelo del giovane trainer Rossi è più forte: lo conferma nel ritorno, vincendo 2-0 con un altro gol di Servidei e un'autorete di Verdelli, il fratellone di Corrado; nel mezzo un dubbio rigore parato da Reali al fanfullino Nicolini.
Il S. Angelo vola in C e ritroverà i "cugini" solo nel '78, nella neonata C2. I rossoneri vincono tre derby in un mese, due in Coppa, l'ultimo, il 5 novembre in campionato. Decide Bubu Dell'Amico a 5' dalla fine, su un corner fantasma, contro un Fanfulla coraggioso, guidato con navigato mestiere dall'ennesimo ex, il veterano Campagnoli che i primi derby li aveva vissuti sull'opposta panchina. E' un super S. Angelo, capitanato da Bobo Gori, con Danova in panchina e tre futuri bianconeri (Cappelletti, Magrini e Colombi) in campo. Il Fanfulla ha Regonesi e Vanazzi, più gli ex Acerbi e Cipelli: si batte bene, ma è inferiore. Però si prende una mezza rivincita nel ritorno quando in porta può schierare un insuperabile Gigi Venturi. Ci vuole un po' di fortuna per fermare una capolista e i bianconeri la trovano in un'autorete del terzino Lolla, su cross dell'ex Cipelli, che pareggia i conti dopo l'ennesima prodezza di un certo Derio Marchesi. Poco male, perchè il S. Angelo perde sì il primo posto, a beneficio del Pergocrema, ma non il treno della Serie C1.
Il Fanfulla deve aspettare quattro lunghi anni per prendersi la rivincita. Il 7 novembre '82 sulla panchina lodigiana siede Giorgio Veneri. Il S. Angelo è fresco di retrocessione e cerca una difficile ricostruzione affidandosi a un manipolo di giovani guidati dal focoso Gesualdo Albanese. Nel Fanfulla però c'è gente come Rossi, Masuero, Sannino, Tirloni; neppure gli ex Cappelletti, Colombi e Magrini hanno pietà. Ci prova Lele Pischetola a combinare qualcosa, il bomberino Valori si danna, ma l'"Arcangelo" Masuero colpisce due volte: prima su rigore, poi con la complicità di Cadei. E' un Fanfulla che guarda in alto, ma in marzo arriva a S. Angelo nel momento più grigio di una stagione esaltante. Pareggia 0-0, per la soddisfazione dei barasini che pure sfiorano il colpaccio, negato al solito Valori da una prodezza di Fadoni. Il punto giova al S. Angelo che conquista una difficile salvezza, ma anche al Fanfulla che prende slancio per il rush che lo porterà in C1
Le due squadre si incroceranno di nuovo soltanto nell'86, in tempi mesti per entrambe, precipitate tra i dilettanti. Il Fanfulla di Bicicli conserva qualcosa della gloria più recente, i guizzi di Calamita, il prodigarsi di Finardi e Biolcati. la calma di Piacentini. In attacco c'è un certo Daniele Rusconi, santangiolino purosangue, ma il derby d'andata è deciso dal carneade Garofalo: arrivato in settimana dalla Rhodense, segna una doppietta, poi nessuno ne sa più nulla. Il 3-1 è pesante ma giusto; nel ritorno il Fanfulla non infierisce, ma il sesto 0-0 della storia non salva i "cugini" dalla retrocessione.
Il S. Angelo però si riprende in fretta, torna in Interregionale nell'89 e rivince il derby dopo 11 anni. Il Fanfulla di Chierico non si comporta male, ma l'incornata di Tonini vale i due punti. A Lodi, per il ritorno sulla panchina rossonera non c'è più Franco Crotti, bensì Mario Colleoni. Il Fanfulla sta meglio, ma il S. Angelo ha più nerbo: segna subito Rusconi, e ci vuole un'autorete di Maspero su tiraccio di Travascio per evitare il ko al Fanfulla. Che fa però il pieno l'anno successivo, su avversari destinati a finir male. Il gol di Facchetti in dicembre alla "Dossenina" proietta la squadra di Chierico (ma anche di Curti, Amadei, Bonomi, Uberti, Giorgi e di un altro grande ex, Virginio Gandini), in vetta alla classifica. Non serve neppure la sostituzione di Bobo Gori con il salvagente Colleoni: l'ultima botta la mette a segno in aprile Filippo Spelta, figlio d'arte, con un'incornata che gela il "Chiesa" e tiene aperto un conto ancora da chiudere.

 
Sulle orme di Acerbi, la saga degli ex

Storie da derby. C'è anche chi l'ha giocato su entrambe le sponde del Lambro, vestendo con eguale passione l'una e l'altra maglia, oppure sedendo con la medesima trepidazione sull'una o sull'altra panchina. E' il caso di Florindo Cabrini e Cesare Campagnoli. Il primo si giocò il posto al Fanfulla dopo un derby pareggiato alla "Dossenina" nel '69 e tentò invano, due anni più tardi, di prendersi la rivincita in rossonero. Campagnoli di derby ne ha "frequentati" sei, più di tutti, ma non ne ha vinto nessuno: tre pareggi e una sconfitta con il S. Angelo, un punto in due partite con il Fanfulla.
Quanto ai giocatori, il record di presenze tocca a Aldo Acerbi, il "Magu" del Borgo, che, pur lodigiano, giocò per 8 volte dalla parte dei barasini, prima di affrontare un'unica volta il derby in maglia bianconera. Segnò anche un gol, in quel lontano '78 al Fanfulla, ma in Coppa Italia, e non servì a evitare la sconfitta.
Compagno di squadra di Acerbi nel primo derby del 29 settembre 1968, il giovanissimo Antonio Cipelli era accreditato di una grande futuro. E in effetti la carriera del vigoroso regista santangiolino fu ricca di soddisfazioni. Al Fanfulla arrivò quand'era attorno alla trentina, togliendosi la soddisfazione di conquistare la promozione in C2 dove affrontò da rivale la squadra del suo paese: il derby, però, non lo vinse mai.
Delle prime sfide, trent'anni fa, fu protagonista sui due fronti anche il melzese Mario Gorno, imprevedibile trottolino di centrocampo, croce e delizia dei tifosi, prima alla "Dossenina", dal '68 al '70, poi al Comunale nel vittorioso campionato '73/74: di sei derby ne ha vinti tre e pareggiati altrettanti.
Singolare invece la storia di Mauro Cappelletti, barasino Doc, inesauribile polmone del S. Angelo anni '70. Giocò quattro volte contro il Fanfulla, prima di passare in bianconero. Segnò un gol al S. Angelo in Coppa Italia nell'81, ma quando, l'anno successivo, le due squadre si ritrovarono di fronte in campionato, fu costretto da squalifiche e infortuni a disertare entrambe le sfide. Si sarebbe consolato con la promozione in C1, per tornare poi a disputare il derby in rossonero nell'86/87, questa volta in Interregionale, l'ultimo nella doppia veste di allenatore-giocatore.
Compagni d'avventura di Cappelletti nel Fanfulla che salì in C1 erano altri due ex barasini: Claudio Colombi, da Salerano, e il milanese Enrico Magrini. Il primo era un libero tutto mancino, tecnico e tempista, uno specialista dei calci piazzati; il secondo un tenace combattente della mediana, uno che si vedeva poco ma si sentiva parecchio. Danova li lanciò nel S. Angelo edizione '78/'79, entrambi approdarono al Fanfulla di Veneri nell'81: Magrini lasciò dopo la retrocessione in C1, Colombi rimase sino all'87 in Interregionale.
Virginio Gandini, ha dovuto aspettare cinque derby per festeggiare la prima vittoria. I primi due, affrontati in maglia rossonera nell'82/83, finirono con una sconfitta e un pareggio; idem i successivi, questa volta in bianconero, sette anni più tardi. Gandini, centrocampista di cuore e temperamento, si levò però lo sfizio di una "doppietta" con il Fanfulla di Chierico nell'Interregionale '90/91.
L'ultimo doppio ex del derby calca ancora i campi di calcio. Daniele Rusconi, bomber del S. Angelo anni '80, gioca infatti nel Sant'Alessio, in Prima Categoria. Nipote di Cipelli, dunque barasino pusosangue, venne lanciato giovanissimo da Mauro Bicicli nel Fanfulla che affrontava il suo primo campionato Interregionale. Rusconi trovò però la piena consacrazione nel S. Angelo: segnò anche il classico gol dell'ex alla "Dossenina" nell'1-1 del '90.
Nella stagione 1999-2000 all'elenco si aggiungerà Paolo Curti, bianconero nei due derby del '90/91. La storia continua.

 
Nei primi 24 derby sono dieci i lodigiani in rossonero contro il Fanfulla

I gemelli Marco e Christian Arena non sono stati i primi lodigiani "di città" ad aver disputato il derby con la casacca rossonera del S. Angelo. Altri otto loro concittadini li hanno preceduti. Ad aprire la serie sono stati Gigi Bisleri, Armando Codecasa e Aldo Accerbi. Il primo, ex fanfullino, difese la porta rossonera nei primi quattro storici derby delle stagioni 1968/69 e 1969/70; rimase imbattuto in tre partite su quattro, solo Galli e Cesari lo costrinsero alla resa nel 2-1 dell'autunno '69. E in tutte e quattro le occasioni l'attuale presidente della Wasken Boys aveva come compagni di squadra l'arcigno Codecasa, difensore di temperamento, anch'egli ex bianconero, che seppe farsi amare dai tifosi barasini, e l'atletico Acerbi, il "maghin" figlio d'arte (il padre Mario aveva vinto lo scudetto con la Roma negli anni '30) che fanfullino lo sarebbe diventato a metà degli anni '70. Acerbi, "burghesan" purosangue, è anche il giocatore che ha disputato più derby di tutti: ben 9, 8 con la maglia rossonera, l'ultimo con quella dei lodigiani (Coppa Italia esclusa). Il bilancio personale parla di 2 vittorie e 3 sconfitte, oltre a 4 pareggi, tutti senza reti. All'inizio degli anni '90 vestirono poi la maglia rossonera nel derby Aldo Maspero, il portiere Castellotti e Richard Cabri. Maspero, fratello maggiore di Riccardo, giocò da difensore centrale le due sfide della stagione 1989/90, e fu protagonista alla "Dossenina" di una sfortunata autorete che diede il pareggio al Fanfulla. Quell'anno Castellotti disputò solo il derby di Lodi, mentre nella stagione successiva andò in campo solo a Sant'Angelo, quando venne battuto da un gol di Spelta (e in campo c'era anche Cabri, fratello di Paolo, futuro bianconero). Paolo Curti, invece, esordì nel derby con la maglia del Fanfulla nel campionato 1990/91 (doppio 1-0 per i bianconeri), per poi giocare altre 6 sfide con la maglia rossonera tra il 1999 e il 2002, una serie chiusa con una vittoria, due sconfitte e tre pareggi. Una presenza nell'1-3 del maggio 2000 anche per Davide Oliverio, altro ex del Fanfulla.

 
Acerbi e Fiocchi, l'orgoglio dei veterani
Lo stopper rossonero vanta il record con nove match disputati

Tra le glorie sportive di Lodi vanno annoverati senza dubbio Riccardo Fiocchi e Aldo Acerbi, il "Magu". Entrambi sono nati e cresciuti in città "bassa", in quella parte del capoluogo cioè che sorge in riva all'Adda, dove, nonostante il passaggio al terzo millennio, si respira l'aria di tempi antichi, e il dialetto lodigiano è ancora la lingua ufficiale. Il rilievo non è secondario, chi ha apprezzato le gesta sportive dei due atleti sa bene infatti che in campo hanno sfoggiato l'orgoglio e il carattere sanguigno tipici della gente del Borgo e della Maddalena. Entrambi, soprattutto, si possono considerare dei "veterani", adesso a riposo, dei derby fra Fanfulla e S. Angelo. Aldo Acerbi, classe 1942, vanta il record di derby disputati, nove in tutto: otto con la maglia rossonera e uno con quella della squadra della sua città, il Fanfulla. Stopper in possesso di grandi qualità atletiche, ha mosso i primi passi nell'Azzurra, formazione storica del Borgo, quindi è passato all'Adda per approdare, a 17 anni, al Fanfulla. Dopo sette stagioni di militanza bianconera, Acerbi è stato ceduto al S. Angelo. «Si trattò in effetti di una "punizione" da parte della società bianconera, una sorta di declassamento riservatomi per alcune questioni sulle quali si erano incrinati i rapporti con la dirigenza - racconta il "Magu" - e con me ne fecero le spese altri giocatori lodigiani. Per questo motivo, quando affrontavamo il Fanfulla, specie alla "Dossenina", c'era una grande voglia di rivalsa e devo sottolineare che, guardando ai risultati, mi sono rifatto con gli interessi per quello che giudicai uno sgarbo. Poi, dopo aver strappato diverse soddisfazioni con il club barasino, sono tornato a Lodi e credo di aver fornito il mio contributo per risollevare allora le sorti del Guerriero». Acerbi, che ha chiuso la sua parabola calcistica alla direzione tecnica di Cagliero e San Bernardo (ben undici stagioni sulla panchina granata), più che su un derby in particolare, ritorna volentieri sulle vittorie strappate ai danni dei cugini bianconeri: «E' uno dei ricordi più piacevoli che conservo, mentre per quanto riguarda gli avversari, sono sempre rimasto impressionato da Galli, un centravanti fortissimo».
Ricky Fiocchi, classe 1948, ha difeso complessivamente per undici stagioni i colori del Guerriero di cui, fra gli anni a cavallo dei '60 e '70, è divenuto un'autentica bandiera. «Con la maglia bianconera ho affrontato in tutto sette derby contro i rossoneri», sottolinea Fiocchi. «Giocavo da stopper centrale, ma in alcune situazioni sono sceso in campo nel ruolo di difensore esterno: insomma, ero un jolly della difesa. Sono nato calcisticamente nella Cagliero in cui ho esordito all'età di 16 anni sotto la guida di Mino Cattini, un "maestro" che ha forgiato diversi giocatori. A 18 anni, grazie ai buoni uffici di Vittorio Maraschi e dello stesso Cattini, sono approdato al Fanfulla e ho iniziato una lunga militanza con la società di viale Pavia, durata in tutto 11 stagioni con una "parentesi" di due anni, dal '74 al '76, al Vigevano in Serie C, allora un torneo unico». I ricordi si inseguono, le sfide con i cugini di S. Angelo rimandano a un passato che, per certi versi, sembra irripetibile. «Ricordo che c'era un clima particolare, già un mese prima del derby l'ambiente si surriscaldava, sportivamente parlando, e questa tensione coinvolgeva sia i tifosi che gli spettatori. C'era un'accesa rivalità fra le due squadre, inutile negarlo, ma pure la massima correttezza. A seguire le partite c'erano non meno di 3 mila persone, misurarsi in quelle condizioni era esaltante - racconta Fiocchi -. Da stopper mi vengono in mente i duelli con Garlaschelli e Mascheroni, mentre ricordo come l'impresa più bella la vittoria ottenuta al "Chiesa" nel campionato di Serie D edizione 1970/71. Al match assisteva il pubblico delle grandi occasioni e noi ci imponemmo con una prodezza di "Falco" Galli». Fiocchi ha concluso la sua carriera da giocatore nella Cagliero e che vanta esperienze sulla panchina dello stesso club biancazzurro, del Lodivecchio, del Caselle Landi e delle formazioni minori di S. Angelo e Fanfulla.

 
Il doppio derby di Florindo Cabrini
Tra il 1968 e il 1971 il tecnico di Villanova ha guidato dalla panchina sia il Fanfulla che il S. Angelo

Florindo Cabrini con il calcio ha stretto un connubio che dura da sessant'anni e che è lungi dall'essere concluso. Giocatore, allenatore, dirigente, osservatore, i ruoli negli organigrammi calcistici li ha ricoperti tutti. La storia del derby bianco-rossonero dice che il primo fu disputato a Lodi nel campionato di Serie D, stagione 1968-69, prima le due squadre avevano marciato su strade diverse. Il Fanfulla aveva militato in Serie B per successivamente scendere due gradini, in Serie D. Il S.Angelo aveva giocato in Serie minori sino allo scioglimento della società e nel 1963 era sorto un nuovo sodalizio ancora con la denominazione originale. Armarcord le lunghe discorsesse con Florindo sul Fanfulla, pregi e difetti dei singoli, strategie, scelte. Per la Gazzetta arrivavo a scrivere sino a quattro-cinque articoli la settimana. Cabrini era sulla panchina del Fanfulla nel primo incontro con i cugini e anche in quello del girone di ritorno. E non solo, due stagioni dopo, lo troviamo ancora nel derby, stavolta però ad allenare il S.Angelo. Cesare Campagnoli, che verrà al Fanfulla una decina d'anni dopo, era il suo avversario alla guida dei rossoneri. Campagnoli, aveva l'hobby (!) di giocare alle corse dei cavalli e pure qualche partitina di poker. Questo non c'entra con il personaggio, mai arrabbiato, sempre disponibile e competente in cose calcistiche. I due condividono la particolarità di aver vissuto il derby su entrambe le panchine.
L'avvio, per la verità, fu tutt'altro che entusiasmante: i primi due derby terminarono infatti sullo 0-0. "Io sentivo molto quelle partite - racconta Cabrini -, noi avevamo una squadra da mezza classifica, loro erano leggermente inferiori (poi però finirono davanti in classifica, ndr). L'incontro d'andata fu equilibrato anche se noi fummo un po' danneggiati. A una decina di minuti dal termine ci fu inspiegabilmente annullato un gol di Pagani. Nel ritorno il pareggio fu giusto, la nostra difesa era forte, si poteva giocare "chiusi", in avanti avevamo Galli che poteva risolvere, ma quella volta non gli riuscì a rapinare uno dei soliti gol. Nessun incidente, era impressionante il pubblico tutto in piedi attorno al campo a S. Angelo. A Lodi il tifo santangiolino era più fragoroso di quello lodigiano". In quelle formazioni c'erano dei giocatori che furono autentiche bandiere degli sportivi. Ricordiamo, fra gli altri, Garlaschelli, Cipelli e Pozzato in rossonero, Sala e Galli in bianconero.
Non andò bene a Cabrini neppure nel campionato 1970-71 quando, come detto, guidava il S. Angelo che perse 0-1 il primo incontro e pareggiò (0-0) il secondo alla "Dossenina". Il tecnico di Villanova aveva lasciato la società di via Marsala (la sede era allora là) con qualche rimpianto: "Sono sempre stato trattato bene, godevo di ampia considerazione, solo c'erano degli screzi con qualche dirigente". Curiosamente fu proprio Cabrini a far ingaggiare il suo successore Duzioni ("Era un po' "tedesco" - dice - ma un'ottima persona"). I due frequentavano il corso allenatori a Coverciano e tornati a Lodi, si recarono dal presidente Minojetti che, in quattro e quattr'otto, fece firmare il contratto a Duzioni.
Torniamo a Cabrini all'ombra del Morando Bolognini, il celebre castello. Fu il suo beniamino "Falco" Galli a dargli un dispiacere segnando al 25' della ripresa. "Purtroppo - la memoria tiene bene - avverte - in quel campionato avevo una squadra decimata in difesa per infortuni, un guaio che si protrasse per mesi. Fra gli altri mi mancavano il portiere Bisleri e il terzino Codecasa. Noi non combinammo molto in avanti. No, i tifosi non mi contestarono, ci rimasero male, senza tuttavia recriminare". Non ci sono notazioni particolari sulla gara di ritorno, il Fanfulla avrebbe ottenuto a fine stagione il quinto posto, il S.Angelo sarebbe finito in zona "salvezza".
"Allora - continua Florindo - era difficile fare delle scelte, si poteva sostituire solo il portiere. Utilizzando un titolare che soffriva di qualche acciacco, se poi non ce la faceva, si rischiava di essere in inferiorità numerica". Ancora sul pubblico dei derby: "Quello barasino è più acceso, magari è portato talvolta ad andare fuori strada, mentre quello lodigiano è sempre stato piuttosto freddino. Aggiungo che la tensione per queste partite, sia che fossi da una parte o dall'altra, la sentivo molto alta".
Rammarichi e soddisfazioni punteggiano oltre mezzo secolo di "vita" con il pallone. Fermiamoci ad un flash di quello che resta di piacevole. "Il periodo più bello è quello che ho passato ad allenare le giovanili del S. Angelo - ricorda Cabrini -. Abbiamo vinto tutto, campionati, due volte il "Castellotti", una volta il "Mazzola". Pure il Fanfulla nel campionato 1966-67 mi entusiasmò..., però sino a due giornate dal termine. Avevamo pareggiato a Bolzano (0-0) riuscendo a bloccare il temibile Veneri. Eravamo a un passo dalla vetta e quindi dalla promozione in Serie C. Penultima di campionato, a Lodi arriva il Trento. Avevo Peiti e Galli (reingaggiato in extremis) "cotti", pensavo di sostituirli con Mantegazza e Basilico, appena tornati dal servizio militare. Sembrava tutto fatto, avrebbero giocato a "gettone", la dirigenza aveva accettato, ma poi ci fu un ripensamento e non se ne fece nulla. Perdemmo 2-1 e addio promozione".

 
I fedelissimi del derby, dal 1968 al 2003
Anche Campagnoli giocò la sfida sulle due panchine

Solo due allenatori hanno vissuto il derby su entrambe le panchine. Oltre a Florindo Cabrini, c'è anche Cesare Campagnoli che ha guidato i rossoneri in quattro occasioni (1968/69 e 1969/70) e i bianconeri in due circostanze (1978/79), con un bilancio di 4 pareggi e 2 sconfitte. Campagnoli detiene anche il record dei derby in panchina (6), condiviso però con Giampaolo Chierico che ha diretto il Fanfulla contro il S. Angelo in tre diversi campionati (1989/90, 1990/91 e 2001/02). Nella classifica degli allenatori rossoneri Campagnoli è seguito da Virginio Gandini con 3 derby in panchina (ne ha disputati anche 6 da calciatore, 2 nel S. Angelo, 4 nel Fanfulla), contro i 2 di Cabrini, Giancarlo Danova, Gesualdo Albanese, Mario Colleoni e Maurizio Tassi; un solo derby invece per Crotti, Cappelletti, Bolli, Gori, Nichetti, Buscaglia e Ciravegna. Per 5 volte l'allenatore alla guida del S. Angelo nel match d'andata, non lo era più al ritorno. Più lineare il bilancio in casa Fanfulla. Solo 8 gli allenatori presentatisi nel derby, nessuno rimosso a stagione in corso: dietro a Chierico di sono Duzioni e Verdelli con 4 sfide ciascuno, Cabrini, Braga, Campagnoli, Veneri, Bicicli e Querin con 2.
Curiosamente quasi uguale il numero dei giocatori impiegati dalle due squadre nei 24 confronti di campionato dal 1968 al 2002: 150 dal S. Angelo, 149 dal Fanfulla. Il recordman di presenze in maglia rossonera è detenuto dal lodigiano Aldo Acerbi (8), che ha giocato un derby anche con il Fanfulla per un totale di 9 (nessuno più di lui); seguono Dalè, Spinelli, Cappelletti, Belloni e Curti con 6. Dei giocatori più recenti, i più esperti delle sfide con il Fanfulla sono El Sheikh, Carboni e Cinicola, tutti con 4 "gettoni". Tra i lodigiani il più presente è stato Riccardo Fiocchi: per lui 7 derby, uno in più di "Falco" Galli e di Rubinacci; seguono a 5 Mantegazza, Travascio, Granata e Guarnieri; ne ha giocati 2 anche Paolo Curti, per un totale di 8. Dei giocatori a disposizione di Querin nella stagione 2002/03, hanno "assaggiato" due volte il derby Fettolini, Dragoni e Malaraggia.

 
Dal 1968 al 2003, i goleador della sfida

Salvatore Carboni è il secondo giocatore barasino, dopo Manuel Pascali, ad aver realizzato due gol alla "Dossenina": l'attaccante sardo era già andato a segno nella stagione 2001/02, realizzando tra l'altro, dopo soli 35", la rete più veloce della storia del derby; quell'anno però la spuntarono i bianconeri per 3-2. Carboni si aggiunge così allo stesso Pascali e a Servidei (a segno nei due derby della stagione 1973/74) quale miglior cannoniere rossonero nel derby. Gli altri 15 gol, tra i quali un'autorete, sono infatti tutti merito di marcatori diversi: Paesanti, Dell'Amico, Marchesi, Calzavacca, Tonini, Rusconi, Dell'Orso, Chiellini, Rossini, Pascali, Curti, El Sheikh, Spaziani, Provenzano e Arena Marco.
In assoluto, il capocannoniere del derby è Giancarlo Riccadonna che ha giocato quattro volte contro il S. Angelo, realizzando altrettante reti; di marca bianconera anche le uniche doppiette: oltre al bomber (2000), passato poi al Pergo, ci sono riusciti il carneade Garofano (1986) e Marco Guarnieri (2001). I fanfullini in gol nel derby sono stati in tutto 15 per 24 gol complessivi, comprese tre autoreti: oltre ai già citati, ci sono "Falco" Galli con 2 reti, Cesari, Masuero, Calamita, Facchetti, Spelta, Castoldi, Sconfietti, Zadra, Russo, Paganello e Zanoncelli con una.

 
Articoli Tratti da "Il Cittadino"
 
Le statistiche del campionato

Le squadre di S. Angelo e Fanfulla si incontrano per la prima volta il 02/01/1921:
U.S. Santangelina - Fanfulla II 3-1
In seguito nel campionato di III Divisione del 1930/31:
09/11/1930 Fanfulla B - Sant' Angelo 2-1
18/01/1931 Sant' Angelo - Fanfulla B 2-0
si incontrano poi sempre nel campionato di III Divisione 1933/34, e nel 1938/39 in II Divisione.
Queste però non sono gare da considerare nelle statistiche dei derby, in quanto la squadra lodigiana giocava in questi campionati con la squadra riserve.
La prima sfida ufficiale tra le due squadre si svolge nel campionato di serie D 1968/69.

Il bilancio dei primi 18 derby di campionato fra S. Angelo e Fanfulla, dal '68 al '91, vede in vantaggio i bianconeri che hanno ottenuto complessivamente 6 vittorie e 8 pareggi, a fronte dei 4 successi rossoneri. Complessivamente il Fanfulla ha segnato 12 reti (2 ciascuno Galli e Garofalo, una Cesari, Mauero, Calamita, Facchetti e Spelta, più 3 autoreti di Lolla, Cadei e Maspero), il S. Angelo 9 (2 Servidei, una ciascuno Paesanti, Dell'Amico, Marchesi, Calzavacca, Tonini e Rusconi più un'autorete di Verdelli). I rigori concessi sono stati 4 in 18 confronti, tre a beneficio dei lodigiani (due trasformati da Masuero e Calamita, uno fallito da Nicolini), uno per i barasini (reaalizzato da Calzavacca).
A S. Angelo, in particolare, le squadre hanno ottenuto due vittorie ciascuna, a fronte di 5 pareggi; il vantaggio fanfullino è maturato alla "Dossenina" con 4 successi e 3 pareggi contro i 2 dei rossoneri. Il derby si è concluso 6 volte sull'1-0, risultato che ha premiato tre volte i lodigiani e altrettante i barasini; sei anche gli 0-0, quattro volte maturato a S. Angelo, due volte a Lodi.
Le due squadre hanno impiegato nei 18 confronti diretti 215 giocatori, di cui 8 hanno giocato il derby su entrambi i fronti. In tutto il Fanfulla ha impiegato 112 giocatori, agli ordini di 7 allenatori (Cabrini, Duzioni, Braga, Campagnoli, Veneri, Bicicli e Chierico), il S. Angelo 110 guidati da 10 allenatori (Campagnoli, Cabrini, Rossi, Danova, Albanese, Bolli, Cappelletti, Crotti, Colleoni e Gori).

 
Riepilogo incontri di campionato
 
Stagione   a S. Angelo a Lodi
1968-69 S. Angelo - Fanfulla 0-0 0-0
1969-70 S. Angelo - Fanfulla 0-0 1-2
1970-71 S. Angelo - Fanfulla 0-1 0-0
1973-74 S. Angelo - Fanfulla 2-0 1-0
1978-79 S. Angelo - Fanfulla 1-1 1-0
1982-83 S. Angelo - Fanfulla 0-0 0-2
1986-87 S. Angelo - Fanfulla 0-0 1-3
1989-90 S. Angelo - Fanfulla 1-0 1-1
1990-91 S. Angelo - Fanfulla 0-1 0-1
1999-00 S. Angelo - Fanfulla 2-1 1-3
2000-01 S. Angelo - Fanfulla 2-2 1-1
2001-02 S. Angelo - Fanfulla 1-1 2-3
2002-03 S. Angelo - Fanfulla 1-1 2-0
2004-05 S. Angelo - Fanfulla 0-1 1-1
Totale a S. Angelo: 3 vittorie S. Angelo, 3 vittorie Fanfulla e 8 pareggi
Totale a Lodi: 3 vittorie S. Angelo, 6 vittorie Fanfulla e 5 pareggi
Totale generale: 6 vittorie S. Angelo, 9 vittorie Fanfulla e 13 pareggi
 
 

 
I barasini vittoriosi per una rete a zero
Appassionato ed esaltante derby fra il Sant'Angelo e il Fanfulla
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Epitaffio per il Fanfulla
 
 
La Coppa Italia

C'è anche un derby "fantasma" nella storia dei confronti di Coppa Italia fra S. Angelo e Fanfulla. Quello che non si è giocato nel settembre 1999 quando gli allora patron bianconeri Jacopetti e Minojetti decisero clamorosamente di non schierare la squadra in polemica con la società rossonera. Una storia che è meglio dimeticare, rivolgendo il pensiero ai precedenti 14 confronti "tricolori" fra le due formazioni. Il primo derby di Coppa Italia risale al 3 settembre 1978, dieci anni dopo il primo faccia a faccia in campionato. Le due squadre erano in Serie C2, si giocò alla "Dossenina" e il S. Angelo di Bobo Gori si impose per 3-1: fu proprio l'ex juventino a rompere l'equilibrio in avvio di ripresa dopo il fulmineo botta e risposta fra Acerbi (allora fanfullino) e... il suo compagno di squadra Fiocchi, protagonista di una sfortunata autorete. Allo scadere arrivò il sigillo di Balberini per la squadra di Danova, destinata alla promozione in C1, che si impose anche al ritorno per 4-1. Il bis l'anno successivo. Questa volta il Fanfulla riuscì a pareggiare il match casalingo (1-1, con punizione bomba di Moneta a replicare all'ennesima autorete, questa volta di Rossetti); niente da fare però al ritorno, con Ariedo Braida e Ermesto Peroncini (su rigore) a sancire il 2-0 finale per il S. Angelo. Stessa storia nell'estate del 1980: il Fanfulla bloccò alla "Dossenina" i cugini, militanti nella serie superiore, sullo 0-0, ma dovette arrendersi nel ritorno alle segnature di Mulinacci e Quartieri. Il turno di Coppa lo passò per altro il Piacenza. Nell'81' il primo successo bianconero, 2-1 sul terreno amico: ruppe il ghiaccio un ex illustre, Mauro Cappelletti; poi arrivò il raddoppio del giovane Milanesi e a nulla valse l'acrobatica prodezza di Solimeno. Nel ritorno il Fanfulla avrebbe dovuto vincere al "Chiesa" per passare il turno, andò in vantaggio con Araldi, ma si fece beffare al 90' dal giovane Nabissi. Il Fanfulla prevalse anche nel doppio confronto dell'82. In panchina c'era Veneri, alla guida di una squadra destinata alla promozione: a S. Angelo finì 2-2, alla "Dossenina" la spuntarono i lodigiani con due gol nei primi 12' di Cristian Masuero ed Emilio Rossi; tardiva la risposta rossonera di Paolino Valori. Tanto per cambiare, in Coppa andò avanti il solito Piacenza.
Il successivo appuntamento non scoccò che sette anni più tardi, nel torrido agosto dell'89, quando il neopromosso S. Angelo superò al "Chiesa" il primo Fanfulla di Chierico con le reti di Rusconi e Fantoli. Campi invertiti nel '90, con finale senza reti; poi un altro buco si 8 anni fino allo scorso '98. Nel secondo turno a eliminazione diretta passa il S. Angelo che pareggia a Lodi (vantaggio di Belloni, rigore di Amato allo scadere) e vince in casa (autorete di Anzani, rigore di Chiellini, Zagheni per il Fanfulla, chiusura di Amadori). Poi il 2-0 a tavolino di settembre '99 che porta a 7 le vittorie del S. Angelo contro le 2 del Fanfulla (6 i pareggi).

 
Riepilogo incontri di Coppa Italia
 
Stagione   a S. Angelo a Lodi Note
1978-79 S. Angelo - Fanfulla 4-1 3-1 Girone (andata e ritorno)
1979-80 S. Angelo - Fanfulla 2-0 1-1 Girone (andata e ritorno)
1980-81 S. Angelo - Fanfulla 2-0 0-0 Girone (andata e ritorno)
1981-82 S. Angelo - Fanfulla 1-1 1-2 Girone (andata e ritorno)
1982-83 S. Angelo - Fanfulla 2-2 1-2 Girone (andata e ritorno)
1989-90 S. Angelo - Fanfulla 2-0 - Girone (1 gara)
1990-91 S. Angelo - Fanfulla - 0-0 Girone (1 gara)
1998-99 S. Angelo - Fanfulla 3-1 1-1 Eliminazione diretta
1999-00 S. Angelo - Fanfulla 2-0 (a tavolino) - Girone (1 gara)
2000-01 S. Angelo - Fanfulla 2-3 - Girone (1 gara)
2001-02 S. Angelo - Fanfulla - 1-2 Girone (1 gara)
Totale a S. Angelo: 6 vittorie S. Angelo, 1 vittorie Fanfulla e 2 pareggi
Totale a Lodi: 1 vittorie S. Angelo, 3 vittorie Fanfulla e 4 pareggi
Totale generale: 7 vittorie S. Angelo, 4 vittorie Fanfulla e 6 pareggi